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La liguria che vorrei PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Vasconi   
Mercoledì 17 Marzo 2010 20:58

3 minuti di video, per presentarti le mie idee.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 21:04
 
Presentazione delle liste Verdi a Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Brunetti   
Martedì 09 Febbraio 2010 16:56

Questa mattina presentazione delle liste verdi che parteciperanno alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo

Le interviste di Cristina Morelli e di Carlo Vasconi sono visibili al seguente link nell'edizione odierna delle ore 14  del Tg3 Liguria

 http://www.inforegioni.rai.it/liguria.htm

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Febbraio 2010 17:03
 
PONTINVREA PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Brunetti   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 10:47

Nuove analisi per la
discarica di Lavagnin

LA REGIONE disporrà nuovi controlli,
tramite l’Arpal, nell’ex
cava Lavagnin di Pontinvrea per
valutare il pericolo biogas. Nel
consiglio regionale di ieri, dopo
l’interrogazione presentata da
Carlo Vasconi (Verdi), è stato
approvato all’unanimità un ordine
del giorno per la sospensione
del decreto con il quale si
consentiva lo stoccaggio di rifiuti.

Il secolo XIX 20-1-2010

 
VENETO, CHE BELLA IDEA PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Brunetti   
Martedì 19 Gennaio 2010 21:56

18 gennaio 2010
veneto

Regionali
Presentata dai Verdi e dal presidente di Banca etica il nuovo progetto che esordirà alle elezioni di marzo

Il nome pare pensato apposta per la gioia dei titolisti dei quotidiani, che potranno sbizzarrirsi tra "Che bella Idea" oppure "Una Idea vincente". Per tacere della famosa canzone di Patty Bravo "Che pazza Idea".
L'acronimo, o più esattamente l'acrostico, sta per Italia Democratica Etica Ambientalista.
Ecco qua la nuova Idea per l'Italia. Una Idea che non a caso nasce nel Veneto. Regione tradizionalmente in mano al centrodestra ma ricchissima di associazioni, volontariato, movimenti, comitati, negozi equosolidali, gruppi di acquisto... Insomma tutto quel variegato arcipelago ambientalista e sociale al quale questa nuova Idea di politica vuol dare voce.
Un arcipelago ricco di contenuti e di idee (appunto) ma che, soprattutto negli ultimi tempi, è stato allontanato ad arte dalla politica di palazzo.
Idea nasce per portare i temi dell'ambientalismo, dell'etica civile e della solidarietà al centro del dibattito politico.
La nuova proposta politica si rivolge a tutti coloro che si fanno scrupolo di differenziare i rifiuti anche se si farebbe prima a buttare tutto nello stesso cassonetto, a coloro che cambiano le lampadine di casa perché queste nuove consumano meno, che si domandano come mai l'ente locale non favorisca chi vorrebbe installare il fotovoltaico, che protestano per l'inquinamento da campi elettromagnetici sopra l'asilo, che credono che i migranti siano una risorsa e che siano solo paure ingiustificate ed indotte a trasformarli in un pericolo, che inorridiscono di fronte ad una politica che ha sostituito l'etica col consenso, e che riescono ancora a scandalizzarsi di fronte alla supponenza e all'ignoranza con le quali sono trattate tematiche fondamentali come i cambiamenti climatici. è tutta loro la nuova Idea per il Veneto.
Il movimento che si presenterà alle regionali di marzo, è stato lanciato dall'ambientalista Gianfranco Bettin e da Fabio Salviato, presidente di Banca Etica definito dallo stesso Bettin «un ottimo candidato presidente in grado di sfidare il leghista Zaia».
Il simbolo è un semplice cerchio azzurro con la scritta Idea in bianco, dalla quale fa capolino il primo simbolo dei Verdi. Quel sole rosso con la scritta "Nucleare? No, grazie" che ricorda la prima, vincente, campagna ambientalista che si svolse in Italia.
Un ritorno alle origini per guardare in avanti in un mondo che, oggi più di ieri, ha bisogno di battaglie in difesa dei beni comuni. «Per noi Verdi - ha commentato Bettin - questo è un passaggio importante in direzione della costituente ecologista e verso la nascita di una forza che ponga al centro della politica temi come l'ambiente, le nuove energie, l'etica, i nuovi stili di vita, l'altro consumo. Temi che fino ad ora non hanno trovato adeguato spazio nell'agenda politica italiana. Vogliamo sperimentare questa possibilità partendo dal Veneto, una regione per certi versi difficile ma anche sensibile a questi temi, e che ancora una volta sarà un laboratorio politico per tutta l'Italia».
La nuova Idea di Banca Etica e dei Verdi è lanciata. Una "pazza idea" in un clima politico in cui domina l'intolleranza e si gioca sulla paura e sulle politiche sicuritarie per coprire un sistema economico che crea precarietà e disuguaglianza.
Una idea vincente per una Italia possibile: democratica, etica, ambientalista.

R.B. da Terra
Ultimo aggiornamento Martedì 19 Gennaio 2010 21:58
 
NUCLEARE, ECCO I CRITERI. PRIMA PIETRA NEL 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Brunetti   
Sabato 26 Dicembre 2009 10:10
nucleare2

Nucleare
Il governo non scopre le carte sui possibili siti per il nucleare: non lo farà prima delle regionali. Intanto promette risarcimenti a pioggia per gli enti locali che accetteranno i reattori. Ma i sindaci non si «vendono».

Arriva il decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari.
Ma - sorpresa! - non c'è neanche un numero sui parametri da seguire per identificare le aree, mentre «fioccano» le cifre delle compensazioni previste per enti locali e cittadini che accetteranno un reattore dietro l'angolo.
Nessuna illusione: l'indicazione dei siti non arriverà prima delle elezioni regionali. Tanto più che per la posa della «prima pietra» (anzi, del primo «atomo») c'è tempo fino al 2013 per il governo. In attesa delle urne, meglio sbandierare la «carota » e mantenere il «bastone» (cioè i rischi per le comunità locali) ben nascosto. In questo caso la «carota» destinata a enti locali e cittadini, può valere fino a 40 miliardi nella fase di installazione (contando tutti e 8 i siti previsti dal governo), e 40 milioni annui per la distribuzione.
Una bella «torta», che punta ad allettare sindaci e governatori di Regioni già sul piede di guerra per via delle poche certezze sui rischi effettivi delle radiazioni, delle scorie (che già oggi non riusciamo a gestire), dei possibili incidenti.
Senza contare che degli oneri per i benefici dovranno farsi carico le imprese coinvolte nella costruzione. Che a loro volta si rifaranno sugli altri cittadini per garantirsi comunque dei margini.Insomma, sui costi effettivi dell'operazione è buio pesto, così come sulla sicurezza e sul rispetto dell'ambiente. Tanto che dall'opposizione le reazioni restano negative. «Non ne vedo l'utilità e il senso», commenta Pier Luigi Bersani. L'Idv annuncia un nuovo referendum, Legambiente avverte dei rischi per i cittadini. «Rischi di cui il governo dev'essere consapevole - osserva Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd - visto che risarcisce le comunità e che non dà indicazioni sui siti».

NUOVA ERA
Ma il governo procede spedito (a proposito di dialogo). Il testo «consentirà di garantire all'Italia non solo energia elettrica ai prezzi inferiori almeno del 30% - annuncia il ministro Claudio Scajola - e allineati con quelli di altri Paesi europei, ma anche di dotarci di una fonte di energia disponibile su vasta scala, con sicurezza delle forniture e, soprattutto, con emissioni zero, rispettando così gli obiettivi internazionali ».
Il decreto - continua il ministro - indica i criteri, con gli obiettivi prioritari del governo (sicurezza, tutela della salute e dell'ambiente). Su questa base «saranno le imprese interessate - conclude Scajola - a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari». La «base» per ora è costituita soltanto da indicazioni di massima: l'indicazione della peculiarità da rispettare è affidata all'Agenzia per la Sicurezza Nucleare. Sarà la comunità scientifica che stabilirà la distanza dai centri abitati, la quantità d'acqua necessaria, il tipo di territorio adatto, le infrastrutture di trasporto disponibili.
Lo schema di decreto, in 33 articoli - sarà poi esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni e dal Consiglio di Stato. «A questo punto i governatori ritirino i loro riscorsi alla Consulta», dice il sottosegretario Stefano Saglia.

ENTI LOCALI
Basterà un passaggio procedurale e la promessa dei benefici economici a fermare gli enti locali?
Finora pare proprio di no. «Spero che resti tutto sulla carta - commenta il sindaco di Montalto di Castro - Che si tengano i soldi: non esiste una centrale nucleare sicura».
Anche dalla Sardegna (più volte indicata come possibile Regione ospite) arrivano segnali negativi, Nonostante gli incentivi previsti dal decreto: tremila euro per Megawatt istallato (il governo prevede8 centrali peruntotale di 13mila Megawatt di potenza) e 0,4 euro per Megawattora di potenza erogata. Da destinare per il 10% alle Province in cui è ubicato il reattore, il 55%aiComuni(che potranno ridurre Tarsu e Ici) e per il 35% ai Comuni limitrofi fino a20Kmdall'impianto. I benefici dovranno ripartirsi per il40%alle finalità istituzionali degli enti e per il 60% alle persone residenti e alle imprese, anche con la riduzione dei costi dell'energia.

Bianca Di Giovanni da L'Unità

 


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